PROROGATE LE DETRAZIONI PER RISTRUTTURAZIONI, ARREDI, GIARDINI

bonus-ristrutturazione-casa-2018-e-agevolazioni-fiscali-conferme-e-novita_7015_immagine_interna

La legge di Bilancio fresca di approvazione ha prorogato per un altro anno i bonus in scadenza lo scorso 31 dicembre, confermando in pieno tutte le regole e le percentuali di detrazione della precedente manovra.

A conti fatti, tali detrazioni sono “piaciute” agli italiani che hanno attivato investimenti per quasi 300 miliardi di euro dal 1998 ad oggi.

Rivediamo i punti principali:

  • bonus sul recupero edilizio: inalterata la detrazione del 50% su una spesa massima di 96mila euro per unità immobiliare. I lavori agevolati (se iniziati non prima del 2018) consentono di usufruire anche del bonus mobili, che consente la detrazione del 50% sull’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici efficienti destinati all’immobile ristrutturato (spesa massima euro 10.000 su ciascun intervento). L’Agenzia è precisato che è rinnovabile a patto che si proceda con ulteriori lavori, ma gli stessi devono almeno essere di natura straordinaria; il bonus arredi non spetta se abbinato all’ecobonus;
  • ecobonus prevede una detrazione (Irpef o Ires) del 65%, con massimali variabili in base al tipo di lavoro green che può salire al 70 o 75% per le coibentazioni nei condomìni;
  • bonus verde, con la detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per la «sistemazione a verde» di aree scoperte private quali balconi, cortili e giardini, su un massimo di spesa di 5 mila euro, compresi i costi di progettazione e manutenzione;
  • Per i contribuenti irpef, vale il principio di cassa, ovvero il momento del pagamento (effettuato prevalentemente con bonifico bancario). Non è importante ne la data dei lavori ne la data della fattura. Di conseguenza (salvo ulteriori proroghe) i lavori devono essere pagati entro il 31.12.19. Unica eccezione sono gli interventi di riqualificazione energetica sulle parti condominiali e il sismabonus che prevede un termine più lungo (ovvero la fine del 2021).

Si ricorda infine che è possibile cedere la detrazione Irpef, sotto forma di credito d’imposta, alle imprese esecutrici o a soggetti privati (escluse banche e intermediari finanziari). Anche se tale soluzione non ha trovato molto successo.

A cura della Dott.ssa Raffaella Figini – Consulenze Fiscale di ANACI Lecco

Lascia un Commento

top