RUMORI PROVENIENTI DAL BAR SITO NELL’EDIFICIO CONDOMINIALE

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Rumori e altre ipotesi di disturbo

Cassazione penale  21 marzo 2018 n. 17131

La sentenza in esame evidenzia che, quanto all’esercizio di una attività o di un mestiere rumoroso, essa integra:

a) illecito amministrativo di cui all’art. 10, comma secondo, della legge 26.10.1995 n. 447,qualora si verifichi esclusivamente il mero superamento dei limiti di emissione del rumore fissati dalle disposizioni normative in materia;

b) il reato di cui al comma primo dell’art. 659 codice penale, qualora il mestiere o l’attività vengano svolti eccedendo dalle normali modalità di esercizio, ponendo così in essere una condotta idonea a turbare la pubblica quiete;

c) il reato di cui al secondo comma dell’art. 659 codice penale, qualora siano violate specifiche disposizioni di legge o prescrizioni dell’ Autorità che regolano l’esercizio del mestiere o della attività, diverse da quelle relative ai valore limite di emissioni sonore stabiliti in applicazione dei criteri di cui alla legge n. 447 del 1995 (Cass. 21.01.2015 n. 5735).

Perché sussista la contravvenzione di cui all’art. 659 c.p. relativamente ad attività che si svolge in ambito condominiale, è necessaria la produzione di rumori idonei ad arrecare disturbo o a turbare la quiete e le occupazioni non solo degli abitanti dell’appartamento sovrastante o sottostante la fonte di propagazione, ma di una più consistente parte degli occupanti il medesimo edificio. Nel caso di specie il locale pubblico arrecava disturbo al riposo e alle occupazioni di numerosi condomini residenti nello stabile condominiale, attraverso l’impianto di diffusione sonora e ciò era stato confermato dalle deposizioni dei testimoni e dai rilievi tecnici dell’Arpa quanto al superamento del limite differenziale.

A cura dell’Avv. Laura Torri – CENTRO STUDI ANACI LECCO

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